Dott.ssa Anna Zanardo – Psicologa Psicoterapeuta

Insieme per Sempre?

Nella cultura contemporanea le relazioni di coppia possono essere intese, e vissute, in molteplici modi, e tutti, nessuno escluso, meritano rispetto.

Ci concentreremo però qui sulla possibilità, per certi versi un po’ romantica e retrò, ma che può verificarsi nella realtà, di una relazione che duri per la vita.

Cosa fa durare un amore per lungo tempo?

Di certo non esiste una risposta univoca, posto che una coppia consiste di una complessità, fondata sull’incontro tra due persone. Entrambe portano con sé aspettative e bisogni profondi, oltre a stili di relazione e consapevolezza emotiva e affettiva, che possono tracciare e sviluppare un percorso comune, ma incontrare degli ostacoli talvolta percepiti come irrisolvibili.

Parleremo qui ora di un solo aspetto, quello della capacità di una coppia di adattarsi ai mutamenti e alla difficoltà che possono insorgere nel suo percorso.

A volte l’amore viene associato a qualcosa che dovrebbe restare sempre uguale per rimanere vivo, ad un sentimento che c’è o non c’è, e quando si esaurisce determina la fine della relazione. Un’affermazione tipica di questa visione assolutizzante  è: “Con lui/lei è come se fosse ancora il primo giorno”.

Ciò che invece permette a una coppia di durare è, curiosamente, proprio la possibilità di accettare i cambiamenti più o meno positivi che la vita impone inevitabilmente ai suoi componenti, chiamati a trovare di volta in volta nuove soluzioni e nuovi equilibri condivisi.

Il sentimento muta nel corso del tempo, ma questo processo naturale non porta necessariamente ad uno svanire dell’amore, anzi può rafforzarlo.

In una prima fase, caratterizzata da un intenso sentimento di innamoramento, e definita da Anzieu “illusione di coppia”, si tende ad idealizzare fortemente la persona amata.  Ci si può quasi sentire ossessionati dal pensiero del/della partner, del/della quale si vedono soprattutto le qualità positive, in una condizione di forte entusiasmo, quando non vera e propria euforia.

E’ solo col passare del tempo che si riuscirà a vedere il/la partner in un modo più realistico, riconoscendone pregi e difetti. L’amore non sbiadisce, assume nuove tonalità.

Con l’evolversi della passione iniziale in un sentimento più consapevole, basato sulla conoscenza dell’altro/a e sulla condivisione delle esperienze, è possibile maturare una capacità progettuale comune. È bene ricordare che questo non ha niente a che fare con certi cliché televisivi o cinematografici: questa evoluzione della dinamica a due non deve comportare  un forte affievolimento del desiderio sessuale apparentemente sublimato nell’idea di “metter su famiglia”.

Tuttavia alcune coppie rimangono ancorate alla fase dell’ ”illusione”. Può trattarsi ad esempio di rapporti a carattere simbiotico: l’altro/a è l’anima gemella con la quale tutto è in comune e non c’è ombra di conflittualità. Queste relazioni, caratterizzate da un’iniziale infatuazione travolgente, sono esposte al rischio di interrompersi improvvisamente  di fronte ai cambiamenti che può imporre la realtà , o che possono avvenire interiormente all’interno di uno dei componenti della coppia. È’ infatti fondamentale per due persone  che stanno insieme aver modo di esplorare il confronto, anche attraverso lo scontro, per potersi conoscere, riconoscere e ritrovare arricchiti nelle reciproche differenze.

Nello stesso tempo non dobbiamo confondere il confrontarsi con dei continui litigi che non portano a nessun beneficio. E’ evidente che se non c’è possibilità di elaborare il conflitto, ma viene riproposto sistematicamente e con modalità ripetitive, peggio ancora se irrispettose dell’altro o violente, siamo di fronte ad una relazione di tipo tossico che necessita aiuto.

Quali possono essere alcuni fattori che permettono a due persone che si amano di affrontare più facilmente i momenti di cambiamento che mettono in discussione gli equilibri precedenti, e che possono provocare una situazione di crisi?

Innanzitutto il fatto di mantenere un certo livello di autonomia personale, cha faccia da bacino di rifornimento emotivo, coniugato alla disponibilità a collaborare insieme per trovare una felicità comune.

In questo senso, la fantasia salvifica del principe azzurro è in contrasto con ciò che può rendere felice due innamorati col passare del tempo. Questa favola solitamente attribuita al mondo femminile, ma che trova le sue declinazioni più o meno esplicite anche in quello maschile, ha a che fare con l’idea che l’amore ci salverà, ci salverà dai pericoli, da noi stessi, dalle nostre responsabilità, rendendoci per sempre felici e contenti. Un’illusione pericolosa.

È questa una dimensione affettiva decisamente delicata: come distinguere la capacità sana di sapersi aprire, appoggiare o chiedere aiuto all’altro/a, da condizioni più o meno marcatamente patologiche di dipendenza?

Segnali d’allarme possono essere una forte mancanza di autostima, la sensazione di non poter far nulla senza l’avallo del proprio partner, la percezione di doversi adattare all’altro mettendo da parte i propri desideri e i propri bisogni pur di non perderlo, la tendenza ad isolarsi dagli altri.

In una coppia che funziona c’è un supporto reciproco che permette ad entrambi di mantenere la propria autonomia e portare avanti i propri obiettivi, sentendo nello stesso tempo un appoggio nei momenti di difficoltà. Una relazione solida è in grado di tollerare i momenti in cui viene messa in discussione, ed è capace di aprirsi alle novità e alle relazioni sociali.

Un altro aspetto è quello di sapere accettare i difetti dell’altro, e le imperfezioni con cui la vita continuamente ci confronta. Volere che l’altro corrisponda ad un nostro ideale cercando di modificare il suo carattere o le sue personali inclinazioni porta necessariamente ad uno squilibrio .

In conclusione mantenere una relazione d’amore nel tempo comporta un continuo processo di co-costruzione, che se da un lato chiama entrambi i partner ad affrontare e superare insieme ostacoli e difficoltà, dall’altro si nutre della possibilità di condividere cose piacevoli e arricchenti per entrambi.

 

©  Dott.ssa Anna Zanardo

Psicologa Psicoterapeuta

 

 

Spunti bibliografici:

 

Didier Anzieu (1993) Introduzione allo studio delle funzioni dell’Io pelle nella coppia. In: Interazioni 1/1993, Franco Angeli

Alberto Eiguer (2010) La crisi della coppia: tre ipotesi teorico cliniche alternative. In: Interazioni 2/2010/32, Franco Angeli

Paul Claude Racamier, Simona Taccani (2010) La crisi necessaria. Il lavoro incerto, Franco Angeli

 

 

Image courtesy of Bruno Sousa at https://unsplash.com/@brunosousa
Articolo pubblicato per Studio Heima Padova: http://www.studioheima.it

 

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